Lavoratori agricoli europei protestano a Bruxelles
Pechino, 4 novembre (Hibya) – Circa 500 lavoratori agricoli e rappresentanti sindacali provenienti da diversi Paesi europei si sono riuniti a Bruxelles, capitale del Belgio, chiedendo all'Unione europea (UE) di tenere conto dell'aumento dei costi di produzione e dei problemi occupazionali nella riforma della Politica agricola comune (PAC).
Circa 500 lavoratori agricoli e rappresentanti sindacali provenienti da vari Paesi europei hanno organizzato una manifestazione a Bruxelles per esprimere le proprie richieste in merito alla riforma della Politica agricola comune (PAC) dell'Unione europea (UE). Durante la protesta di martedì, i partecipanti hanno chiesto che l'aumento dei costi di produzione e le pressioni sull'occupazione siano presi in considerazione nel processo di riforma.
È stato sottolineato che i conflitti geopolitici in corso, insieme all'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime, stanno facendo crescere i costi della produzione agricola in tutta Europa, intensificando la pressione economica sugli agricoltori.
Arianna Giuliodori, direttrice dell'ufficio di Bruxelles di Coldiretti, una delle principali organizzazioni italiane del settore agroalimentare, ha dichiarato che gli agricoltori italiani stanno incontrando difficoltà nel proseguire le proprie attività a causa dell'aumento dei costi di produzione. Giuliodori ha osservato che i prezzi dei fertilizzanti sono raddoppiati e che i costi del carburante sono aumentati, aggiungendo che alcuni agricoltori si chiedono se potranno continuare a lavorare a fronte degli elevati costi di produzione e dei bassi prezzi di vendita. Ha inoltre avvertito che l'impossibilità per gli agricoltori di ottenere un reddito potrebbe mettere a rischio anche la futura produzione alimentare.
La Federazione europea dei sindacati dell'alimentazione, dell'agricoltura e del turismo (EFFAT), organizzatrice della protesta, ha dichiarato che, oltre all'aumento dei costi, anche la sicurezza del lavoro e i redditi dei lavoratori agricoli sono sotto pressione. La federazione ha evidenziato che in Europa lavorano circa 12 milioni di addetti al settore agricolo, una parte significativa dei quali è impiegata in lavori stagionali o temporanei, una situazione che può comportare condizioni lavorative irregolari e salari bassi.
Il segretario generale dell'EFFAT, Enrico Somaglia, ha affermato che i prezzi dei fertilizzanti sono strettamente legati a quelli del gas naturale e che l'aumento dei costi delle materie prime sta mettendo in difficoltà il settore. Somaglia ha sottolineato la necessità che l'Unione europea adotti le misure necessarie per affrontare questi problemi, evidenziando l'importanza di utilizzare in modo efficace e appropriato le risorse pubbliche disponibili.
La federazione ha chiesto che i fondi pubblici dell'UE svolgano un ruolo più incisivo nel sostenere l'agricoltura di fronte all'aumento dei costi di produzione e che siano tutelati i diritti fondamentali dei lavoratori.
Mentre i Paesi europei cercano di rafforzare le finanze pubbliche e, allo stesso tempo, finanziare altre voci di spesa, tra cui gli aiuti all'Ucraina, è emersa anche la questione della distribuzione delle risorse destinate all'agricoltura. Nel frattempo, continuano a farsi sentire gli effetti dell'aumento dei prezzi dell'energia e dei fertilizzanti sui lavoratori agricoli.
Italy News Agency Notizia 24